un "codice etico":
è essenziale per l' eupraghia , intesa come "agire bene"
sottrae il rapporto medico-paziente all'arbitrarietà dei ruoli e dei comportamenti e, quindi, alle logiche - opposte, ma attraentesi - del business e del discount
favorisce la "serietà" di una prestazione medica "effettiva", non più fondata solo sui titoli e sul marketing pubblicitario, ma anche sullo stile di vita, sul rapporto umano, sul rispetto reciproco, sulla rinomata etica professionale, nonché sulla diffusa e lunga considerazione sociale e scientifica
i "protocolli medico-paziente" :
ratificano la comune e libera volontà negoziale-terapeutica del medico e del paziente
ne consolidano il feeling
"(in)formano" su tecniche, possibilità e obiettivi terapeutici
sono posti a memoria di reciproci vincoli ed obbligazioni
la certificazione degli " standard di qualità" :
è garanzia di eupraghia e, quindi, di "fiducia meritata"
non è espressione di un dogma assoluto e superiore, ma summa delle indicazioni raccolte da autorevoli esponenti delle varie branche della medicina
assicura un trattamento medico a "5 stelle"
l' interscambio di conoscenze professionali:
accresce l' eupraghia
favorisce la condivisione di esperienze mediante attività congressuali, pubblicistiche ed associative
migliora il servizio reso dal medico al paziente
l'operatività di polizze assicurative senza "minaccia" di recesso da parte della Compagnia all'insorgenza dell'evento-danno è garantita dall'esistenza della certificazione degli " standard di qualità professionale" e dal loro rispetto
la tutela conciliativa e arbitrale rituale:
deriva dalla comune volontà irrevocabile, espressa nel "protocollo" negoziale, di demandare a priori la composizione di eventuali controversie insorgenti tra medico e paziente alla Camera dell'A.N.I.ME.C.
opera in via stragiudiziale o secondo legge , fuori dalla pubblicità delle aule giudiziarie e dal clamore mediatico, entro una tempistica rapida e certa
produce un contratto di reciproca soddisfazione o una sentenza definitiva ("lodo"), quest'ultima sottoposta al controllo ("omologa") del Tribunale e ricorribile in Cassazione solo per residuali vizi di legittimità. |